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Francobollo e annullo speciale del Servizio Poste e Filatelia per il centenario del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana

Francobollo e annullo speciale del Servizio Poste e Filatelia per il centenario del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana

Nel 2025 ricorre il primo secolo di vita del Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, e il Servizio Poste e Filatelia del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano – insieme al Lussemburgo, con cui realizza una emissione congiunta – celebra questo anniversario con un francobollo dedicato ai cento anni di attività scientifica e di tutela del patrimonio archeologico d’età cristiana.

L’Istituto venne fondato da Papa Pio XI il 2 marzo 1925 mediante la Costituzione apostolica Ad providentiam e il motu proprio I primitivi cimiteri cristiani. Alla nascita della nuova istituzione contribuì in modo decisivo il prelato lussemburghese Johann Peter Kirsch, che ne assunse la direzione inaugurale.

Come organismo della Santa Sede e parte della rete accademica pontificia, il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana (P.I.A.C.) si occupa dello studio delle testimonianze materiali e scritte del Cristianesimo delle origini e dell’alto Medioevo, attirando studiosi e studenti provenienti da ogni continente. Nel corso del secolo trascorso, ha giocato un ruolo fondamentale nel progresso degli studi dedicati all’arte, alla documentazione epigrafica e ai monumenti delle prime comunità cristiane, promuovendo partnership con università, musei e istituti di ricerca internazionali.

Il francobollo dell’emissione congiunta raffigura il volto di Monsignor Kirsch e, sullo sfondo, lo stemma dell’Istituto – in cui compare Cristo come “Buon Pastore”, secondo il linguaggio iconografico paleocristiano – insieme alla sede storica di Via Napoleone III a Roma.

Attraverso questa emissione, il Servizio Poste e Filatelia intende valorizzare il Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, sottolineando il ruolo di ponte tra fede e indagine scientifica, tra la memoria delle origini e l’attualità, e riconoscendo nella ricerca un mezzo privilegiato di conoscenza, dialogo e incontro fra le culture.